Questa è una di quelle giornate che iniziano con una corsa impossibile verso un treno di due vagoni.
Pianifichi una bella seratina all’Asuma di Amsterdam per tutta la settimana e ti trovi a vagare per la citta’ inondata dalla pioggia, senza ombrello, sola come una cretina (che poi è quello che sei) perché hai dimenticato il cellulare a casa; sei arrivata con un ritardo di 1 ora e mezzo, e ovviamente non c’è più nessuno ad aspettarti, perché non hai potuto avvertire nessuno.
E allora ti siedi al Treffpunkt, in attesa che i goccioloni pesanti si alleggeriscano un po’, e cominci a leggere il nuovo libro che ti hanno regalato. “The book thief” si chiama. E dalle prime pagine promette bene.
Tra un capitolo e l’altro, pensi che nonostante la sfiga non è andato poi tutto cosi’ male.
Hai ricevuto due sorrisi bellissimi, in treno. Che sembra impossibile, perché in treno la gente è sempre cosi’ distratta.
Il primo è arrivato da una signora sulla quarantina, una donna bella e distinta, con due occhioni scuri, profondi e grandissimi. Ascolti il tuo lettore e guardi in su, disegnando sul cielo quello che la musica ti evoca. Ti senti osservata, ti volti. Ed eccola li’ quella signora; dall’altro lato della carrozza, che ti sorride amabilmente. Sorridi anche tu, E ti senti sollevata.
Il secondo sorriso nasce in un treno dagli interni verdi, come ogni Stoptrein olandese. E’ una ragazzina sui dodici anni, che torna da una giornata di shopping con la mamma. Felpa bianca, e Jeans; capelli sul castano, raccolti ordinatamente in una coda.
Occhi chiari, bellissimi. La osservi a lungo, mentre discute con la mamma sulla nuova borsa che le ha comprato. Poi ti distrai; le note di Amphibian ti fanno nuovamente correre lontano con la mente. Senza renderti conto del treno che si ferma, senti di nuovo l’istinto di girarti. E la ragazzina è in piedi, si dirige verso l’uscita. Ma ha la testa rivolta verso di te, e ti sorride. Anche lei ti sorride.
Allora cominci a sentirti bene, nonostante i disastri.
Ti sembra impossibile, ma vengono a cercarti al Treffpunkt; ci sono tutti. Si scusano in mille lingue per non averti aspettata, ma non sapevano come fare, poi hanno realizzato che non avevi il telefono e bla bla bla, “andiamo all’Asuma adesso, che abbiamo tutti fame”.
Cambia scena, e sei nel bagno di una tua grande amica a farti una maschera facciale alle due di notte. “Buffe questa cose da donne”, pensi, perché non le fai mai tu da sola. Segue una carrellata di foto sciocche, con le facce imbrattate di quella fanghiglia bianca e tanti sorrisi. E si parla…si parla.
Poi guardate fuori insieme, dalla finestra.
Piove forte, di tanto in tanto un lampo illumina il giardino. E’ Giugno, ma non lo diresti mai.

combatto da giorni col malditesta, si è accasato e non se ne va. oggi Montepulciano, mostra di Pazienza (piccina ma bellina, contiene delle chicche); foto a Spedaletto (dove ci sono i campi i colli ed il castello prima di Pienza) che lo sapevo che i campi sono tutti rossi, ma rossi, ma quanto rossi (aiutami a dire rossi), eppure mi son dimenticato a casa la pellicola a colori, solo bianco e nero (passi); da mia nonna mi ero fatto fare il semolino (ah!) ma ho fatto tardi, grosso ancor più grosso malditesta, niente cena o quasi; esco, faccio 4 passi, aspetto che mio fratello esca da lavoro, andiamo in paese; c’è una bambina, si chiama Sofia, ha 5 anni, è nata il 4 agosto, colore preferito il viola (ed il tuo?), ci raccontiamo le storielle; io ho trovato un omino piccolino piccolino che faceva l’autostop, aveva il cappello verde una bella barba e per bastone usava uno stuzzicadenti senza punta, gli ho dato il passaggio e per farlo stare fermo sul sedile l’ho dovuto infilare in quel rotolo di carta igienica che da un anno e mezzo sta sotto al mio cruscotto (èh sì, c’entrava proprio preciso); lei mi racconta di come fanno i pirati a nascondere il tesoro, che per il suo compleanno le regaleranno dei bei pattini (ma ancora manca tanto, èh), che le piace ballare sulla musica classica (con l’aiuto della mamma sul “classica”), che a settembre inizierà a ballare con una sua amica (sì, le scarpette ce le ha già); le racconto la storia di Peter Pan e dei baci dati col ditale (sai cos’è un ditale?, vieni te lo disegno; ah sì sì, li usa la mia nonna); le piacerebbe un giorno essere salvata come fa anche l’uomo ragno; io lei e mio fratello giochiamo a scopa con le carte percé ci gioca sempre con sua nonna; devo tornare a casa, le dico, mi devo svegliare presto domattina, forse forse andrò a letto prima io di te; no no, prima io, abito a Castel del piano; noi a Montegiovi, la macchina è quella bianca; è quella dell’omino?; sì. non ho più il mio mal di testa. chissà domani.
che post bellino! ^^
MA SMETTILA DI LASTRARE LA GENTE!!! XD
ah, ma poi che l’hai fatto ibbiglietto??
Manta: grazie. mi fai sorridere. anche se sono triste per la mostra di Pazienza…mi farebbe cosi piacere vederla. Ma anche per i campi Rossi. Mi farebbe piacere vedere tutto.
Beh, manca poco in fondo. ^_^
Frenghy: grazie amore…del biglietto non so piu un cavolo, perche’ho dato tutti i dati a mio papo e non ci siamo piu sentiti…comunque credo martedi.
ah: mi sono tagliata i capelli corti corti
sono andata da morgane con un disegno e le ho imposto di accontentarmi…sapevo di potermi fidare di lei!!appena ti logghi in msn o skype ti mando una foto…o la metto sul frocium, o sul maispeisssss ora vediamo…
comunque fanno molto amelie, per la mia joyah!li amo, sono bellissimi e tutti scaruffati dietro. finally ho una testa che mi piace. aaah.
ahhh!!stamani hanno fatto una puntata di Dora the Explorer in cui dovevano saltare i COVONI!!!dei covoni con gli occhi e la bocca!in olandese si chiamano Steppenbollen, una cosa del genere…
Scusa l’assenza di accenti ma sono col pc della negriera che ha la tastiera anglosassone…bah…