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Archivio per Ottobre 2008

Amaro.

Non è di pena che parlo, tantomeno di rabbia.
Leggo strisce di vissuto sulla parete ma ne rimango lontana – perché è vero che se abbiamo queste mani e questi occhi è perché veniamo dallo stesso luogo cavo, ma lontani adesso siamo e non per i chilometri che ci separano.
Sarà il tempo forse a riavvicinarci, ma [...]

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Per Andrea.

Due regali.
 

 
Tu, la Regina del Celebrità.

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Acqua.

E’ della tua immagine riflessa allo specchio dopo la doccia che vorresti fare un quadro, se solo ne fossi capace. Coi contorni appena accennati sulla coltre di vapore che l’acqua bollente ha sapientemente steso, le spalle lucide, gli occhi rossi perché si sa, un po’ di sapone ci va sempre per quanto si possa stare [...]

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AAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
 
 
 
 
ce n’è di giornate di merda?

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Il treno.

Costruiremo un treno, rosso e nero; poco importa il materiale, che sia carta, legno o ferro – il treno andrà: lo dicono le stelle, i segni e i delfini, che maliziosi ci guardano superiori dal fondo del mare e accidenti quante ne sanno.
Ecco quindi, il mio presagio: un treno sarà, di quelli antichi e robusti, [...]

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Un racconto.

Che stanchezza buona è questa; viene da qualcosa che è iniziato ed ha avuto una conclusione – una volta tanto anche io riesco a portare a termine i miei lavori.
E leggo e rileggo quello che ho scritto, e mi convinco: non distruggerò le mie parole stavolta, lascerò tutto come è.
Oh, come sono soddisfatta.

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Dolls.

Sarà stato tutto quel rosso a farmi venir fuori lacrime calde e pesanti; certo è che così tanto mi ero emozionata poche volte.
E ancora: voglio piangere e ridere, e piangere e vivere.

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Quali colori.

Chiedimi ancora una volta com’è andata oggi, sì; dopo che le nostre vie si saranno incontrate ed avremo sotto le scarpe la stessa porzione di strada. Non ti parlerò del buio, o dei luoghi scuri che per un po’ mi hanno risucchiata. Solo, ti racconterò dell’arancio argilla cotta e del verde mare d’autunno che da [...]

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Si chiude un altro capitolo, domani, e a braccia spiegate se ne apre uno nuovo.
Niente da dire a parte che: ho paura.

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