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Archivio per Novembre 2008

Today has been ok.

Oggi ascolto musica che mi fa sentire bene. E sono così diversa da sempre, niente ansia, niente preoccupazioni, respiro piano. Dovrebbe essere normale tutti i giorni, ma per me non lo è.
Ho fatto shopping con un amico, abbiamo diviso a metà un dolce schifosissimo, siamo stati in mezzo ai libri per buona parte del pomeriggio. [...]

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Just for veggies.

Bello, bello, bello cantare una canzone al telefono, per fare un po’ di colore. Anche se poi alla fine è toccato ripetere “not my” per ben 18 volte. Anche se mi fanno schifo sia la canzone che il gruppo.
Sono una Sykur Molarnir.

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Dolore, Dio.

Ecco, mi sono fatta male. Soffro. Piango. Sangue a fiotti. Ferite.
Qualcuno mi aiuti. Sto perdendo una mano. Forse me la amputeranno entro stasera. 
Mioddio.

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VOGLIO QUESTO.

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Ink.

Quanto mi piace fare lavori di precisione. Specialmente ripassare a china un disegno complicato e zeppo di particolari minuscoli. Mentre scorro sopra i tracciati a matita c’è solo quello, il foglio, la carta, l’inchiostro nero. Potrebbe succedere di tutto intorno, io rimango sulla pagina, la testa completamente assorbita da quello che ha di fronte. Nient’altro. [...]

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Devo.

Imparare ad avere pazienza. Imparare a pensare come scrivo. Imparare a controllarmi. 
Andare a dormire.

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Righe.

Ah, la frustrazione di voler assolutamente scrivere qualcosa ma non avere una penna dietro. Che cosa terribile. La testa che elabora, le mani che formicolano, un quaderno, anche quello avevo, ma nessuna, nessunissima penna. Disperse dunque le immagini che volevo tracciare sul foglio, andate chissà dove le parole, ah che cosa non avrei dato per una [...]

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Puntualizziamo.

Ora: io non faccio domande se so di non poter pretendere delle risposte. Ecco.
Credo sia un atteggiamento molto educato e rispettoso.
Detto questo,
buonanotte.

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Couleurs, couleurs.

In questo momento mastico una mela verde, stringo nell’altra mano un ombrellino rosa confetto, ho un cappotto rosso a quadri neri – o nero a quadri rossi, che dir si voglia – e passeggio tra palazzi piuttosto gialli.
Non male come quadretto.
Penso principalmente a due tre cose: alla bruttezza della rubrica che abbiamo in ufficio, a [...]

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Memoriale.

Chiudo un’altra copertina mentre comincia a piovere, stavolta con le lacrime agli occhi.
Quanto tempo abbiamo passato insieme, io e questo libro, eppure ci siamo arrivati a una fine. Mai casuale quello che succede, si conclude un periodo e le pagine ancora da leggere sono sempre meno, sempre meno, finché docili non si depositano silenti sulla [...]

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