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Archivio per Maggio 2009

Totomorte.

Si mormora che la mia mera esistenza avrà fine il giorno 21 settembre di questo anno. Per l’occasione, pubblico qui sotto un simpatico conto alla rovescia, che mi ricorderà quanto mi resta da vivere.
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Tuttavia, nulla è certo. Si accettano scommesse di vario genere. In palio alcuni miei possedimenti di valore, tra i [...]

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Ma quant’è bello rimanere svegli fino a tarda notte per leggere un libro.
Mi sento un po’ nella fine del mondo, poi: non chiedere mai e ti sarà dato, come fa il protagonista col guardiano.

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Fingo di saperlo fare, ma sono sempre stata incapace di fronte alle attese. Ad ogni modo, so che non arriverai. La città mi offre le sue luci dalla piccola finestra della mia stanza, io mi siedo sul cornicione bianco e guardo fuori. Case tutte uguali, tetti con la stessa inclinazione. Più avanti un parco, dove [...]

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Un anno fa esatto.

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Cinque giorni nella città grigia e tre nel paese verde, da qualche settimana. Senza sapere effettivamente quale sia la casa, e quale invece il porto di passaggio. Si dipanano i giorni verso i mesi estivi, e i miei capelli ricoprono a ciuffi disordinati il pavimento sotto la sedia. Penso al sorriso di stamattina, dopo aver [...]

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Musica.

Qualcuno suona una tromba, poco lontano.
La sento lamentarsi lenta, mentre ripeto lo stesso monotono movimento per la centesima o millesima volta, chi lo sa. Mi viene in mente che qualcuno, tempo fa, mi raccontò una storia. Studiava a Firenze, lui, aveva – per un motivo che non ricordo – un sassofono che non sapeva suonare. [...]

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Si comincia. Da un lato: una cascata fragorosa, uno scienziato, una ragazza grassa, calcoli. Dall’altro: un guardiano, una biblioteca, una torre che segna le 10:35, un volto conosciuto. Cinquanta pagine e sono già dentro. Sono il lettore, la bibliotecaria, le bestie. Gli occhi appesantiti dal sonno, appiccicati morbosamente alle righe. Un minuto di pausa al [...]

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Eppure, per quanto si possa leggere lentamente, evitando di proposito o meno di andare avanti con righe e pagine, i libri prima o poi finiscono. Tutti, ma proprio tutti.

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Ai.

Ma come fanno i Giapponesi a fare quello che fanno come lo fanno solo loro.
Che sia lo sfogliare un libro o suonare un tamburo di 350 kg.

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