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Archivio per Luglio 2009

A fine Luglio noi apriamo le finestre. Allora i rumori penetrano insistenti nelle stanze vuote, e noi stiamo a guardare, i gomiti poggiati alle balaustre grigie. Sotto, una strada lunga. Non cammina quasi nessuno. Una vecchia stringe gli occhi e si concentra su un titolone di giornale. Fin qui, l’estate ha spolpato il mondo. Ne [...]

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Mi piace conoscere le voci delle persone. Sia di quelle che mi sono vicine che di quelle che non ho mai visto. Per questo motivo, alle volte faccio un gioco. Prendo l’elenco telefonico grande, che sta sotto il telefono nel mobile del corridoio. Decido un luogo a caso, tra quelli elencati, una parte della città [...]

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Verità.

Non chiedere mai a una persona nervosa se è nervosa perché il fatto che tu te ne accorga e ne pretenda conferma la rende ancora più nervosa. Questo dovrei ricordarmelo.

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Non salutare qualcuno e ascoltare canzoni tristi poi. Questo dovrei ricordarmelo.
Si passeggia per una strada luminosa, il sole non è ancora alto ma c’è già una pozzanghera umida sotto le ascelle. Si incontrano persone di ogni tipo, qualcuno scende dall’autobus per andare a lavorare in cantiere. Sembra non esserci tempo. Sembra che io sia sempre [...]

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Come svegliarsi all’alba in una casa abbandonata. Gli armadi vuoti, le scatole ammassate agli angoli, la polvere sugli scaffali. Nella notte ho quasi paura a muovermi, non cambio posizione. Mi accompagna un sonno leggero e rimango appesa a quello che succede nella realtà, perfettamente conscia dei miei pensieri. Suona la sveglia e il cuore mi [...]

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Il pittore.

Dovrei dipingere in modo che, disposti i colori, le forme e l’atmosfera, io possa esclamare “Ecco dov’era il mio cuore!” e riconoscervi immediatamente me stesso. Ecco come devo dipingere, in modo da provare le sensazioni di un padre che in cerca del figlio perduto vaga nei sessanta e più paesi* senza dimenticarlo né quando dorme [...]

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Che sia notte, adesso, è solo un bene.

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Siedo, lo sguardo preoccupato. Il dottore mi guarda, mi scruta; osserva i miei occhi con una lampadina, mi dice di estrarre la lingua e dire forte “AAA”. Ticchetta le mie ginocchia con un martelletto, ascolta attento il mio respiro.
“E’ grave?” dico. Il dottore sospira, lo sguardo corrucciato.
“Uhm…come spiegarle. Si direbbe un rarissimo caso di Inoculatezzum [...]

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Ho sempre pensato che un giorno mia madre, mio fratello ed io saremmo rimasti soli. Qualcosa ci chiudeva nella nostra intima complicità, allontanando il resto, per quanto vicino. L’idea di noi tre, insieme, non mi sembrava innaturale e non mi turbava. In un certo senso era come immaginarsi un corpo menomato, sì, eppure completamente funzionante.
Odio [...]

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