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Archivio per Settembre 2009

Uno, due, tre gradini e poi un’altra pensilina. Davanti luci, folle di viaggiatori e vagabondi, cartacce per la strada, rumori; dietro solo le porte di un treno che si chiude, l’autunno, la montagna e i fumi dei falò di foglie. Un libro è finito durante il viaggio, cosa cambia in due ore. Qui, di tempo [...]

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Una donna.

Una di quelle donne che non hanno un buon profumo. Che si intorpidiscono di fragranze sature e pungenti, quasi con l’intenzione di voler nascondere qualcosa. Dal posto in cui siedo non riesco a sentirne l’odore – sono troppo lontana, e l’olezzo dei sedili sudici mi confonde il naso – ma so che c’è. Un aroma [...]

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Da grande.

Voglio diventare così.

E’ vero che odio tutte le donne del mondo, ma questa proprio non posso odiarla. Sempre che sia una donna.

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Silenzio.

Quando scrivevamo nella carta era meglio.
Il primo quaderno me lo regalò la maestra delle elementari, in una di quelle mattine che sembrano notti, tanto è il buio fuori. La copertina era di cartone rosa, e c’era una bambina magrissima arrampicata su un albero. Scrivi quello che fai il giorno, disse, ma scrivilo per te. Da [...]

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Una chiocciola.

Qualcuno mi ha fatto vedere il guscio oramai vuoto di quella che un tempo è stata una chiocciola grandissima. Le sue dimensioni non l’hanno salvata, è finita in un piatto come tutte le altre, ma senz’altro, per quel che vale, l’hanno resa particolarmente celebre – ha preso posto in prima linea, accanto al bancone del [...]

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Un altro libro è finito, e inizia l’autunno. Ho abbandonato molte cose, in estate, e per farlo ho dovuto chiudermi.
Intanto, ho un nuovo quaderno. Rosso, fitto di pagine e già imbrattato del mio inchiostro. Ho ricominciato a vestirmi come mi piace, e a sentirmi bene sotto le nuvole. Torno dentro alle porte che mi si [...]

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Settembre.

A settembre, la nonna mi portava in cartoleria. Dopo avermi lasciata scorrazzare per tre mesi nei campi, senza troppa cura per l’abito e la pulizia, mi svegliava e senza fare complimenti mi ripuliva da capo a piedi. Raschiava bene le mie braccia, il collo, la schiena, le gambe. Poi mi vestiva. Abito nero, calze bianche [...]

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