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Archive for Mag 2008

Di solito i ragni non mi fanno così schifo. Cioè, non è come per i vermi o le farfalle, che al solo vederli ho la pelle d’oca, diciamo che i ragni mi sono abbastanza indifferenti.

Però ce n’era uno che infestava il mio bagno. Inizialmente non ci avevo nemmeno fatto caso, poi me lo sono trovato in mano mentre tutta allegra sistemavo la carta igienica ed ho cacciato un urlo che manco la Callas.

CHE SCHIFO!

Uno di quei ragnacci secchi stroniti, col corpo minuscolo e le gambe extra lunghe. Che me lo ero visto camminare sul soffitto mentre mi facevo la doccia, ma parlandoci (si, parlandoci) lo avevo convinto a non muoversi nell’area a me sovrastante, pena la fine della sua vita tra i denti di una scopa.

Insomma questo ragno oggi ha rotto il nostro patto, e l’ho fatto fuori con uno spazzolone verde. Io gliel’avevo detto. Ma adesso mi sento terribilmente in colpa. 

Cambiando discorso: mancano due mesi a tornare. Il 20 Luglio salgo nell’aereo e via!Verso casa. Sono felice, è passato tanto tempo. Non solo qui in Olanda, ma in generale. Dal momento in cui sono partita per Firenze sono stata così lontana. Mi mancano tutti; mi mancano i luoghi, la famiglia, tutti.

Poco fa un mio amico mi ha dedicato una canzone. Mi ha fatta sentire così bene. Dedicare una canzone è regalare delle parole, ma anche una lavagna pulita sulla quale poter disegnare ricordi e legare momenti. La scrivo.

 

 

voglio osservarti facendo rumore

bevendo materia sublime che scalda mi dà di più

poi calcolare i tuoi gesti banali e incompleti

per poi rendermi conto che danzi in assenza di gravità

voglio ferire abbellire fiorire nutrire demartirizzare il mio corpo

mi dà di più

memorizzare anche l’ultima tua inclinazione al miraggio

per giurare che è vero che la luce è nascosta nell’ombra

e che l’ombra riflette davvero

e che il solo rimpianto è danzare

buongiorno – good morning


io come marzo ed aprile nei fiori nell’aria nei boschi infuocati di luglio

mi dà di più

poi rotolare osservando in totale silenzio verticali orizzonti

sfumare nel lento arrossare nell’aria

voglio osservarti facendo rumore

bevendo materia sublime che scalda mi dà di più

poi soddisfare ogni tuo desiderio profondo e sincero

per giurare che è vero

che la luce è nascosta nell’ombra

e che l’ombra riflette davvero

e che il solo rimpianto è svegliarsi

Scisma – Good Morning

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Dopo infinite lotte con il sistema internettiano (o come cavolo si chiama) che vige in questa dimora, CE L’HO FATTA ad aprire di nuovo il mio blog.
E siccome non so se ne avrò la possibilità prima di tornare in terra natia, scriverò tutto lo scrivibile (nel quale rientreranno anche una marea di cose poco interessanti, ma alla fine stica).
Vaneggio. Ho la febbre alta, oramai da tre giorni sono costretta a letto. Fortunatamente fuori il tempo è brutto, e dico fortunatamente perché tutto quel sole dopo un po’ mi “stucca”.
Questa è una delle ore della giornata che preferisco; l’aria comincia a rilassarsi, la gente a tornare a casa, e io mi concedo di guardare qualche strafalcionata alla tv italiana (riesco a prendere raiuno, cosa che mi rende immensamente felice essendo questa la rete de “La prova del cuoco” hihihi).
Il sabato però danno A sua immagine, quindi evito.
Anche il secondo mese tra i tulipani è scivolato via. Non proprio liscio come l’olio, ma dolcemente. Questo paese mi fa sentire bene, la gente mi fa sentire bene, e anche le mie amiche.
Nel (pochissimo) tempo libero che mi rimane, cerco di viaggiucchiare in qua e là, esplorare l’Olanda in ogni angolino, che è così piccola ma così splendida.
Di recente, ho potuto godere della luce e dei meravigliosi paesaggi della Friesland, o “Fryslan” in lingua originale (credo che in italiano si traduca come Frisia). Una sorta di angolino speciale, con l’acqua impicciona come non mai e un’atmosfera da città balneare, ma di quelle nostalgiche piacevoli un po’ anni 60. Una, due, tre, quattro birre con tanto di limone, e si torna a casa canticchiando con la mia amica brasiliana che il giorno dopo finisce il suo contratto. La luce del tramonto, le foto sul ponte. Sono gli attimi perfetti di questo mio breve soggiorno.
E poi ho avuto la fortuna di poter visitare il Keukenhof, ossia il parco floreale primaverile più grande del mondo. Una cosa stra-tipica e stra-turistica, ma comunque bella da vedere.
Adesso mi verrebbe da smettere di scrivere – arghhh – ché la febbre si sta alzando. Sto lottando contro le mie palpebre per tenerle aperte. Grr, che nervi. Comunque…
Quando ho nostalgia di casa mi vengono in mente delle immagini interessanti, più che altro della mia infanzia. Cose alle quali non avrei mai pensato probabilmente, se non fossi stata lontana per un periodo piuttosto lungo. Questo mi rende felice. Chissà che non ci scappi fuori una illuminazione filosofica.
Pfff!
Se mi va a culo, riesco a postare anche qualche foto. Per ora, saluti. Prometto che tenterò di scrivere più spesso.
Prendo un po’ di paracetamolo prima che il mio cervello sia ridotto ad essere una poltiglia fumante (che poi in effetti, lo è già).

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