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Archive for giugno 2008

Ma perché io devo stare sui coglioni alla gente così a caso?
Senza (apparente) motivo?
Che poi lo so che arrabbiandomi non faccio altro che il loro gioco. Uffi.
Vabbè, sticazzi. Già che è una giornata di merda, essendo Domenica.

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Partiamo dal presupposto che non so che scrivere.
E zittiamo la musica per non farci influenzare troppo da quello che dettano le note.
Dicono che l’estate è finita – e poco c’entra con quello che ho in mente io. O forse si. Beh un pochino si, ma insomma.
Niente, volevo dire solo che mi piacciono un sacco le mani delle persone, quando accompagnano le descrizioni di un qualcosa che vola. Mi piace come le facciano danzare, quelle mani, anche i meno aggraziati; alzandole leggermente, a simulare un decollo. E poi giù, lasciandole andare sinuose, in discesa verso chissà quale paesaggio.
Volevo anche dire che mi sento sola, mi si stringe lo stomaco, non ci capisco più un tubo. Vorrei chiudermi in un sacchetto e dormire.

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Dal tuo spiraglio, poco fa ho sentito sussurrare rabbia. Non importa, non c’entra. Vorrei solo poterti abbracciare.

Stasera, la mia voce è ritornata. Prima aggrappandosi in fondo alla gola, poi lentamente risalendo fino a riempirmi la bocca; si era nascosta nello stomaco, dice, perché non era il momento di esserci.

Non ancora piena e definita, si ripara dietro l’ombra bianca di un velo.

Quanto ne ho sofferto qualche sera fa – quando la mia testa era decisa a cantare, scorrendo a memoria note e parole, ma la voce non rispondeva; le idee rimbalzavano tra le corde vocali aride, e tutto quello che riuscivo ad ottenere erano pochi suoni ferrosi, irti e scricchiolanti.

Dovevo riprovare, stasera. Anche per te, che non lo sai ma sei un motivo.
E così ho aperto la bocca, e timorosamente il primo “Aaaa” si è srotolato dalla mia lingua.
Ho continuato a tentare – prima con titubanza, poi sempre più decisa.
Ho cantato per un’ora, con la poca voce che ho. E’ stato un tempo bellissimo, intenso; un riconoscersi, salutarsi. Per dirci che funzioniamo ancora io e lei, la mia voce.
Non che avessi mai pensato che una semplice influenza avrebbe potuto dividerci, ma l’ho già detto: ogni volta che se ne va ho il terrore di non ritrovarla.
Il mio strumento. Una tra le cose più importanti che ho.

Chissà se in qualche modo ti sei accorto che cantavo per te.
Forse hai sentito un sussurro, o un solletico alla base delle orecchie.
Io ci credo che cantare è magia.

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(grazie a non so chi per la foto)

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Tanti auguri a meeei…

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Ogni volta che perdo la voce ho il terrore di non ritrovarla.

Anche se in questo momento, a poco servirebbe; come a poco è servita nell’intento.

E’ una notte sorridente. 

Credo di avercela fatta.

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(Attenzione: tutte le cose elencate mi sono successe veramente. Nonostante tutto sono state due giornate divertenti. Giuro!)

– Da Venerdi mattina ho un’infiammazione fortissima alla gola, non ho voce, non riesco a deglutire, ogni volta che tossisco è come se mi raschiassero con un coltellaccio arrugginito. E se non tossisco soffoco. 

– Ho perso le lenti a contatto da qualche parte e sono costretta, mio malgrado, ad andare in giro con gli occhiali. Freak emergency.

– Ieri pomeriggio ho aspettato due ore e mezzo (effettive, non dico tanto per dire) una mia amica alla stazione di Utrecht, perché si era dimenticata le chiavi della bicicletta a casa.

– Al pub, avendo bevuto un bel po’, ho perso la giacca. Sono morta di freddo per tutto il tragitto che ci separava da casa.

– Mi ha punto un essere malefico in una mano e fa un male cane.

– Ho finito “The book thief”, e quando finisco un libro mi sento sempre triste e sola.

– Ierisera, prima di addormentarmi, dovevo bere assolutamente dell’acqua per via dell’incendio nella mia gola già descritto al punto 1 (è davvero fastidioso). Noto una bottiglia d’Evian accanto al letto. Appena vista, mi ci precipito, apro e mando giù un bel sorso.

Fuoco puro.

Sputo il tutto tra maledizioni varie. Il mio amico, spaventato dal trambusto entra in camera. Vede la bottiglia, me schifata col tappo in mano e scoppia a ridere. “Era un regalo di un tipo messicano”, dice. “E’ Tequila buonissima”.

 

(Questo post è stato scritto soprattutto per aggiornare Frenghy :D; Volevo elencarti questi begli avvenimenti su Myspace, ma poi ho pensato che erano un po’ troppi e che potevo benissimo spiattrellarli sul mio Blogghe per far ridere anche qualcun altro).

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