Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for ottobre 2008

Amaro.

Non è di pena che parlo, tantomeno di rabbia.

Leggo strisce di vissuto sulla parete ma ne rimango lontana – perché è vero che se abbiamo queste mani e questi occhi è perché veniamo dallo stesso luogo cavo, ma lontani adesso siamo e non per i chilometri che ci separano.

Sarà il tempo forse a riavvicinarci, ma com’è amaro sentire questo sapore in bocca.

Vorrei raccontartelo quello che mi passa per la testa; che non è certo facile amare, ce ne vuole di coraggio ma è quello che al momento so. Nient’altro. 

Raccontarti anche che poco fa, di corsa a comprare due cose per una cena un po’ forzata, 5.49 Euro quello che avevo inconsapevolmente in tasca, 5.49 Euro quello che la cassiera mi ha chiesto, non un centesimo in più, non un centesimo in meno.

Ma resto immobile, e no, non racconto niente, come non apro bocca quando la dovrei aprire, come mi disegno in faccia sorrisi di nylon.

Un po’ come mettere lo zucchero nel caffè.

Read Full Post »

Per Andrea.

Due regali.

 

 

Tu, la Regina del Celebrità.

Read Full Post »

Acqua.

E’ della tua immagine riflessa allo specchio dopo la doccia che vorresti fare un quadro, se solo ne fossi capace. Coi contorni appena accennati sulla coltre di vapore che l’acqua bollente ha sapientemente steso, le spalle lucide, gli occhi rossi perché si sa, un po’ di sapone ci va sempre per quanto si possa stare attenti. Ma priva di ogni traccia di grigio, l’acqua che scotta lo fa questo effetto, porta via gli aloni scuri che si appiccicano addosso, vuoi per l’aria malsana, vuoi per il troppo pensare.

Ed è lì che vorresti rimanere, non aprire la porta e lasciare che il calore si mescoli al freddo che c’è oltre e tutto torni nella norma, le immagini si facciano nitide, la polvere ti agguanti ansiosa dopo questa breve pausa di leggerezza.

Guardi molto in quello specchio, hai paura. Ma non delle voci grosse, quelle non hanno mai sortito un grande effetto, piuttosto dei silenzi gelidi e della noia – eppure è solo il tuo bene quello che voglio. 

Sarà che costruisco tutto da sola, che certe cose le noto sebbene non ci siano, ma in fondo lo so.

Come so che si deve prendere aria anche dal mare più bello, che si rischia di affogare, altrimenti.

Read Full Post »

AAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

 

 

 

 

ce n’è di giornate di merda?

Read Full Post »

Il treno.

Costruiremo un treno, rosso e nero; poco importa il materiale, che sia carta, legno o ferro – il treno andrà: lo dicono le stelle, i segni e i delfini, che maliziosi ci guardano superiori dal fondo del mare e accidenti quante ne sanno.
Ecco quindi, il mio presagio: un treno sarà, di quelli antichi e robusti, coi bulloni belli in vista, luccicanti sotto il sole, rumorosi sotto la pioggia.
Una sola cosa pretenderò che ci sia, in questo treno: un corridoio largo e spazioso, ma mica per la comodità dei passeggeri, nossignori, un corridoio che segni la poca distanza che basta a scriverci qualche lettera, tu ed io, da un capo all’altro, da destra a sinistra, dalla testa alla penna e dalla penna alla carta.
Scruteremo i nostri sorrisi sommessi sui finestrini che li rispecchiano, e il treno andrà come dicevano stelle segni e delfini, i viaggi scorreranno veloci, si uniranno bivi, strade e non si escludono deragliamenti, ché troppo ottimismo è deleterio in fin dei conti.
Ma il nostro treno andrà, come già sta andando.
Guardalo scivolare veloce sui binari che abbiamo steso, porta qualche taccuino e io farò altrettanto: il viaggio è appena cominciato, ne serviranno di fogli su cui scrivere.

Read Full Post »

Un racconto.

Che stanchezza buona è questa; viene da qualcosa che è iniziato ed ha avuto una conclusione – una volta tanto anche io riesco a portare a termine i miei lavori.
E leggo e rileggo quello che ho scritto, e mi convinco: non distruggerò le mie parole stavolta, lascerò tutto come è.
Oh, come sono soddisfatta.

Read Full Post »

Dolls.


Sarà stato tutto quel rosso a farmi venir fuori lacrime calde e pesanti; certo è che così tanto mi ero emozionata poche volte.
E ancora: voglio piangere e ridere, e piangere e vivere.

Read Full Post »

Older Posts »