Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘futuro prossimo’ Category

La cucina di mia nonna e’ molto piccola. Nel brevissimo tragitto che separa il frigorifero dal lavandino – due passi, forse tre – si potrebbero sbattere le ginocchia anche quattro volte: una sulla gamba del tavolo, due sulla sedia, una contro il divano a sinistra. Una volta, d’estate, c’era sempre la finestra aperta; dava sul retro della casa, si potevano vedere l’orto del nonno e il giardino della chiesa di fronte.

Qualcuno stamani mi ha chiesto di pensare al ricordo piu’ bello della mia infanzia, per poter ricreare la stessa sensazione nel presente. Mi e’ bastato chiudere gli occhi mezzo secondo per rivedere quella cucina e quella finestra aperta in un giorno di inizio giugno non troppo caldo (non che dalle mie parti faccia mai caldo davvero, di quello brutto che ti schiaccia sul letto); io seduta al tavolo e mia nonna che tira fuori dal congelatore una confezione sbiadita di gelato alla nocciola, dove dentro non c’e’ del gelato ma tantissimi lamponi rossi colti dal nonno il giorno prima, sommersi nello zucchero e messi a freddare. Poi ancora io che prendo un cucchiaio dal cassetto e inizio a separarli piano, godendomi lo scricchiolio del ghiaccio e dello zucchero che cedono ai miei colpetti. Quando li metto in bocca, i lamponi sono freschi e dolcissimi.

Non so quante volte questa scena si sia ripetuta durante la mia infanzia; non sono brava coi numeri e non mi mettero’ certo a contare, ma direi ogni giorno da giugno ad agosto per tutti i miei anni di vita fino ai diciassette. Quella cucina e’ talmente stampata nella mia testa che non ho neanche bisogno di concentrarmi per ricordare esattamente dove stesse il contenitore con le caramelle Rossana, in quale ripiano trovare i biscotti (sempre e solo Oro Saiwa) e il cioccolato, il telecomando coi tasti smangiucchiati dai tanti usi e il colore dei cuscini che coprivano la cassapanca. Riesco quasi a sentire il profumo che c’era: un misto di pane fresco e bucato pulito.

Per quanto possa conoscerla bene non saprei come riprodurre la sensazione di quei giorni nel presente. Mia nonna e’ in ospedale da tempo. Mio nonno e’ morto dieci anni fa, e i lamponi non credo li colga piu’ nessuno. Quel ricordo pero’ rimane un faro acceso, che mi fa pensare che nonostante tutto, da qualche parte c’e’ un luogo da poter chiamare casa. E che quando si va nella direzione giusta, le porte si aprono da sole senza doverle forzare.

Read Full Post »

Intanto, riaggiorno la parte dei libri.

Poi, quando avrò tempo, tornerò.

Read Full Post »

Un altro libro è finito, e inizia l’autunno. Ho abbandonato molte cose, in estate, e per farlo ho dovuto chiudermi.

Intanto, ho un nuovo quaderno. Rosso, fitto di pagine e già imbrattato del mio inchiostro. Ho ricominciato a vestirmi come mi piace, e a sentirmi bene sotto le nuvole. Torno dentro alle porte che mi si erano chiuse alle spalle. Si riparte.

Read Full Post »

A fine Luglio noi apriamo le finestre. Allora i rumori penetrano insistenti nelle stanze vuote, e noi stiamo a guardare, i gomiti poggiati alle balaustre grigie. Sotto, una strada lunga. Non cammina quasi nessuno. Una vecchia stringe gli occhi e si concentra su un titolone di giornale. Fin qui, l’estate ha spolpato il mondo. Ne ha mangiato le carni e masticato le viscere. La sua lenta digestione in Agosto ci farà respirare male. Dopodiché, sarà certamente sazia e tornerà ad assopirsi.

La morte si sente, in estate. Le carcasse degli animali marciscono al sole, rapidamente: c’è fetore. Brulicano vermi che un giorno non lontano saranno mosche, nere e fastidiose, da rincorrere e schiacciare.

Read Full Post »

Si mormora che la mia mera esistenza avrà fine il giorno 21 settembre di questo anno. Per l’occasione, pubblico qui sotto un simpatico conto alla rovescia, che mi ricorderà quanto mi resta da vivere.

Tuttavia, nulla è certo. Si accettano scommesse di vario genere. In palio alcuni miei possedimenti di valore, tra i quali un MacBook pro (rotto ma funzionante) e le mie opere artistiche (create su materiali eterogenei, dalla carta igienica alla stoffa).

Read Full Post »

Non riesco più ad ascoltare un disco. Peccato, mi andava. Ma già dalla prima nota del primo brano inizio a sentirmi strana, e allora sono costretta ad evitare. Eh vabbè.
Questo sabato vedrò finalmente il mare, credo, e spero. Vorrei che in cielo ci fossero tante nuvole, e per strada nessuno. Si si.

Read Full Post »

Questa scala l’ho guardata tanto a lungo da poterne ricordare ad occhi chiusi i graffi di ruggine.

Appena sveglia, prima di chiudere le tende alla giornata che finisce, durante i pomeriggi noiosi passati a rinchiudermi nel guscio senza che un filo d’aria potesse filtrarne.

Ci sono stampati i miei pensieri su quegli scalini, e nella vernice rossa che cambia tono a seconda del cielo. Il rametto attorcigliato al corrimano, mi sono sempre chiesta come dovesse figurare ricoperto di edera. Forse troppo verde, ma comunque bello.

Oggi c’è anche un gabbiano in equilibrio sul lampione in lontananza; si confonde con il grigio e diventa nuvola, se non fosse per le punte più scure delle ali. 

Ho creato dei mondi scorrendo con lo sguardo questa spirale – tanto è pregna di quello che avevo da immaginare che una volta lontana ne sentirò la mancanza. Sa di noi, di ricordi neppure nati ma già vivi.

 

Strano, no?Giusto quando avevo iniziato ad essere scettica riguardo le simmetrie.

Read Full Post »

Older Posts »