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Posts Tagged ‘olanda’

Garota de Ipanema e’ uno dei miei pezzi preferiti in assoluto. Di musica ne ascolto tanta e di moltissimi generi; nonostante i miei gusti giornalieri prediligano roba un po’ particolare, ci sono alcune canzoni classiche che ho proprio stampate in testa, che non mi stancherei mai di ascoltare e cantare. Una, appunto, e’ Garota de Ipanema. Altre che mi vengono in mente: Águas de Março, Dream a little dream of meYou are my sunshine – sebbene quest’ultima non riesca piu’ a sentirla senza farmi venire le lacrime agli occhi.

Mi piace cantare Garota de Ipanema in inglese – perche’ il portoghese non so pronunciarlo – mentre cammino, cucino, o pulisco. A volte nemmeno mi accorgo di aver iniziato a intonarla. E’ una canzone di solito catalogata tra le easy-listening, quella roba che va bene a tutti in ogni situazione, che puo’ essere usata come musica di attesa al telefono o come sottofondo all’Oviesse. A me piace perche’ paradossalmente mi mette un po’ di angoscia. Non so per quale ragione, ma ho sempre pensato che lei, la ragazza di Ipanema, abbia fatto una brutta fine e sia morta di una morte orribile, forse perdendosi in mezzo alla giungla durante una camminata pomeridiana. So bene che la tizia a cui la canzone si ispira e’ viva e vegeta, ma a me piace pensarla cosi’.

***

Ieri il mio blog compiva otto anni. Mi sembra assurdo che sia passato tutto questo tempo. Lo aprii un giorno di pioggia, in Olanda. Per quanto piccolo e sconosciuto, ha portato tantissime cose belle nella mia vita. Mi scenderebbe quasi una lacrimuccia. 

 

 

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Eppure, sebbene mi sia difficile crederlo, un anno è già passato. Mi si stringe la gola, a pensarci.

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Questa scala l’ho guardata tanto a lungo da poterne ricordare ad occhi chiusi i graffi di ruggine.

Appena sveglia, prima di chiudere le tende alla giornata che finisce, durante i pomeriggi noiosi passati a rinchiudermi nel guscio senza che un filo d’aria potesse filtrarne.

Ci sono stampati i miei pensieri su quegli scalini, e nella vernice rossa che cambia tono a seconda del cielo. Il rametto attorcigliato al corrimano, mi sono sempre chiesta come dovesse figurare ricoperto di edera. Forse troppo verde, ma comunque bello.

Oggi c’è anche un gabbiano in equilibrio sul lampione in lontananza; si confonde con il grigio e diventa nuvola, se non fosse per le punte più scure delle ali. 

Ho creato dei mondi scorrendo con lo sguardo questa spirale – tanto è pregna di quello che avevo da immaginare che una volta lontana ne sentirò la mancanza. Sa di noi, di ricordi neppure nati ma già vivi.

 

Strano, no?Giusto quando avevo iniziato ad essere scettica riguardo le simmetrie.

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E’ incredibile quanto possa essere autunno in questi giorni, qui in Olanda.

Oggi una tempesta mi ha travolta giusto giusto mentre ero a metà strada tra casa mia e il centro della città. In una di quelle stradine nascoste, la classica scorciatoia lontana da tetti e possibili ripari di emergenza.

E così, zuppa nel mio cappotino rosso, ho continuato a pedalare ad occhi chiusi controvento, mentre i goccioloni pesanti mi ricoprivano completamente.

Ma l’acqua non mi dà fastidio; e nemmeno le nuvole o il freddo. Solo, credo che sarà ancora più difficile tornare a casa.

Poco fa ho capito perché mia madre amasse tanto sistemarmi i capelli quando ero bambina.

Caithlyn mi ha chiesto di farle le trecce; momento di assoluta serenità in camera sua, con la luce fioca e il vento che fuori imperversava. Lei seduta sul letto, intenta a fingere (perché ancora non ne è capace) di leggere un libro su un papà che non sapeva cucinare le uova; io in piedi, dietro di lei, che le intrecciavo i capelli morbidissimi e lisci all’eccesso, con pazienza e dolcezza, senza pensare a nulla. 

 

Stamattina mi sono svegliata con un acuto senso d’odio nei miei confronti. Sarà perché ho sognato un’altra me stessa, perfetta e priva di tutte le cose che detesto in me. Nel sogno ovviamente c’ero anche io io, che vedevo la Mei perfetta essere accettata da tutti (miei genitori in primis) ed amata, e coccolata. Io Imperfetta seguivo tutto da un angolo buio con un desiderio impellente di correre verso la Mei Perfection e strozzarla con le mie mani. Non è strano che svegliandomi abbia sentito un disgustoso amaro in bocca.

Ancora se penso a quel sogno sento prudere le mani. E’ che effettivamente mi sono sempre sentita divisa a metà, ma in questo periodo più che mai. Sarà che vorrei avvicinarmi qualcuno, ma appena questo qualcuno è effettivamente vicino, io comincio a indietreggiare solo il mio misterioso cervello sa il perché. O che apro dei varchi e lancio dei segnali, ma poi decido che non è il caso, il perché va chiesto sempre al mio caro cervello. Rinnego le cose che voglio di più e tutto ciò è altamente frustrante. Non so che darei per essere Integra; non d’accordo con qualcuno, semplicemente con Me stessa.

Forse verrà tutto quando inizierò ad avere una stabilità nella vita, non lo so. Vorrei solo pensare con una testa, non con due.

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(ho messo questo video solo per la musica, perche’ l’ho ascoltata almeno 10 volte di seguito)

Oggi sono felice (giuro!)

C’ e’ una specie di futuro che inizia a delinearsi e tutto cio’ mi rasserena.

Giusto stamattina pensavo a che ne avrei fatto di questo blog, una volta tornata in Italia.

Se ne avrei cambiato il titolo o se lo avrei semplicemente chiuso.

Adesso so quasi per certo che potra’ rimanere cosi’ com’e’, perche’ il mio tempo qui non e’ finito.

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Heaven, I’m in heaven
And my heart beats so that I can hardly speak
And I seem to find the happiness I seek
When we’re out together dancing cheek to cheek
Heaven, I’m in heaven
And the cares that hung around me through the week
Seem to vanish like a gambler’s lucky streak
When we’re out together dancing cheek to cheek
Oh I love to climb a mountain
And reach the highest peak
But it doesn’t thrill (boot) me half as much
As dancing cheek to cheek
Oh I love to go out fishing
In a river or a creek
But I don’t enjoy it half as much
As dancing cheek to cheek
dance with me
I want my arm about you
That charm about you
Will carry me through…

to heaven, I’m in heaven
And my heart beats so that I can hardly speak
And I seem to find the happiness I seek
When we’re out together dancing, out together dancing 
Out together dancing cheek to cheek

Eh sì!Nonostante il naso tappato stasera canto. Che felicità che felicità!

Che Ella Fitzgerald sia con me 🙂

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(Attenzione: tutte le cose elencate mi sono successe veramente. Nonostante tutto sono state due giornate divertenti. Giuro!)

– Da Venerdi mattina ho un’infiammazione fortissima alla gola, non ho voce, non riesco a deglutire, ogni volta che tossisco è come se mi raschiassero con un coltellaccio arrugginito. E se non tossisco soffoco. 

– Ho perso le lenti a contatto da qualche parte e sono costretta, mio malgrado, ad andare in giro con gli occhiali. Freak emergency.

– Ieri pomeriggio ho aspettato due ore e mezzo (effettive, non dico tanto per dire) una mia amica alla stazione di Utrecht, perché si era dimenticata le chiavi della bicicletta a casa.

– Al pub, avendo bevuto un bel po’, ho perso la giacca. Sono morta di freddo per tutto il tragitto che ci separava da casa.

– Mi ha punto un essere malefico in una mano e fa un male cane.

– Ho finito “The book thief”, e quando finisco un libro mi sento sempre triste e sola.

– Ierisera, prima di addormentarmi, dovevo bere assolutamente dell’acqua per via dell’incendio nella mia gola già descritto al punto 1 (è davvero fastidioso). Noto una bottiglia d’Evian accanto al letto. Appena vista, mi ci precipito, apro e mando giù un bel sorso.

Fuoco puro.

Sputo il tutto tra maledizioni varie. Il mio amico, spaventato dal trambusto entra in camera. Vede la bottiglia, me schifata col tappo in mano e scoppia a ridere. “Era un regalo di un tipo messicano”, dice. “E’ Tequila buonissima”.

 

(Questo post è stato scritto soprattutto per aggiornare Frenghy :D; Volevo elencarti questi begli avvenimenti su Myspace, ma poi ho pensato che erano un po’ troppi e che potevo benissimo spiattrellarli sul mio Blogghe per far ridere anche qualcun altro).

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